Curriculum - Comunica Montagna

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DAVIDE CHIESA
Alpinista - Scrittore

Davide è una persona estroversa e comunicativa. Quarantenne uomo di pianura (vive in provincia di Piacenza, vicino ai monti dell’Oltrepò), è articolista, documentarista e veterano conferenziere, collaboratore della Rivista del Club Alpino Italiano, ed anche di Alp, Pareti e Meridiani Montagne (vedi dettagli nel link Curriculum Pubblicazioni
).
Un alpinista capace di raccontare di cose "normali" rivolgendosi a tutti: ai giovani, a chi non conosce la montagna ma anche all'alpinista più esperto. Ha tenuto circa 200 conferenze sull'alpinismo, con audiovisivi, in varie città del nord-Italia.

Ha sempre caratterizzato il suo alpinismo dalla voglia di trasmettere le emozioni che dà l’alta montagna. Un alpinismo classico su neve e ghiaccio, a volte particolare, caratterizzato da una “ricerca” non solo tecnica, storica e geografica ma anche introspettiva ed artistico-culturale. Con questa sua spontaneità e semplicità è riuscito ad entrare nel cuore dei lettori con il suo primo libro “Montagne da Raccontare - Storie di Ghiaccio, di Avventure, di Uomini” (prefazione dell’illustre Kurt Diemberger), delle Edizioni Idea Montagna, che ha avuto la segnalazione “Libro del Cuore” nel febbraio 2010 da Alpinia.net. Sempre nel 2010 il GISM, Gruppo Italiano Scrittori di Montagna, ha assegnato a Chiesa il Premio d'Alpinismo "Giovanni De Simoni 2010”.

Nel 2014 ha pubblicato il suo secondo libro:
"L’Anima del Gran Zebrù, tra Misteri ed Alpinisti - 150 anni di storia, racconti, itinerari della più bella montagna delle Alpi Orientali", delle Edizioni Idea Montagna (prefazioni di Umberto Martini, Don Josef Hurton e Florian Riegler).

E' autore di un interessante film sulle cascate di ghiaccio dell'Appennino Piacentino: "La Magia della Rocca dei Borri, scalando la grande cascata ghiacciata" prodotto nel 2005 dalle Edizioni Pontegobbo.

Alpinista dal 1991, ha all’attivo oltre 300 salite in quota e su ghiaccio, tra vie normali, pareti Nord, invernali, cascate ed alcune tra solitarie e vie nuove. Vie significative: parete nord del Gran Zebrù via Minnigerode e via Ertl entrambe in inverno, parete nord dell’Ortles in solitaria in ore 2,50, parete nord Adamello in inverno, via nuova parete nord di Cima Brenta in inverno, vie nuove parete sud e parete ovest del Gran Zebrù in inverno. Ha salito un 6000, l'Huayna Potosi, nelle Ande Boliviane nel 1996, fallendo un bellissimo 5000 -il Condoriri- sempre in Bolivia. In Himalaya è stato in vetta al Mera Peak alto 6450 metri e ha fallito sul Baruntse alto 7220 metri, nel 2010. Nel 2011, dopo vent'anni dall'inizio attività, ha coronato uno dei sogni di tanti alpinisti: la cima di un 8000, il Manaslu, con una spedizione capitanata da Silvio Gnaro Mondinelli. Nel 2014 è all'Aconcagua rinunciando, per soli 300
metri, alla vetta a causa dell'elevato rischio di congelamenti. Ritornato all’Aconcagua, nel gennaio del 2015, ne raggiunge finalmente la vetta.

E' ormai pronto per la pubblicazione imminente il suo terzo libro, un volume di tipo fotografico con didascalie di taglio artistico-poetico e introspettivo, sulle montagne più alte della Terra, dal titolo “I Portali del cielo”.
Non ultima, anzi recentissima, la sua prova all'Everest con la vetta raggiunta il 20 maggio 2017, dal Nepal per la storica cresta sud, via dei primi salitori, riuscendo a realizzare un film-documentario nonostante le rigidissime temperature, sopratutto il giorno di vetta , dimostrando una passione “estrema” per questo tipo di creatività documentativa. Il titolo del film-documentario è “Fino alla fine dell'Everest” e racconta la lunga ascensione al Tetto del mondo da parte di un alpinista di pianura e “non professionista”.


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